Inconfondibile per il piumaggio e la cresta a colori contrastanti, l'upupa si nutre di insetti sondando il terreno. Distribuzione: Eurasia, Africa e Madagascar.....ma decisamente anche nella zona di Codroipo, visto che un magnifico esemplare si è posato sul balcone dell'ufficio di mio fratello!!!!! Non avevo mai visto un'upupa dal vivo, e nemmeno lui.
Ricordo si parlò di "Upupa" studiando I Sepolcri del Foscolo che lo descrisse come uccello notturno - quando notturno non lo è affatto- ma riferendosi al fatto che il nome dall'iniziale "U" ed il suono prodotto dall'animale (flebile e ripetuto "puuu") rievocano in qualche modo un ambiente "very Gothic", della notte, insomma.Per quanto abbia percorso strade lavorative in settori diversi, tornare ieri al Vinitaly mi ha confortata.
E' un pò come reincontrare un vecchio amore mai dimenticato - il mondo del vino-: girare fra gli stand, sempre più accattivanti per design, giochi di luce, arredi che si alternano fra la tradizione della locanda- enoteca ed il fashion show mi fa battere il cuore, con un pizzico di nostalgia ed il sorriso per la gioia di rivivere sensazioni del passato.
Straordinariamente "sex & the city" il nuovo stand di Giovanni Puiatti con le sue proposte WINERY & LOUNGE.
Che dire? Ancora una volta pioniere, ancora una volta il suo sguardo punta molto, molto avanti.
Un sabato mattina davvero insolito ed emozionante per me, quasi - dico quasi- rassegnata ad una vita non proprio GLAMOROUS da un paio d'anni a questa parte. Eppure: never say never. Un sole splendido, una nave a dir poco mozzafiato: la nuova ammiraglia della flotta P&O che ho visitato presso Fincantieri a Monfalcone.
Lo spettacolo nell' immenso teatro al quarto, credo, piano della nave mi ha entusiasmata. Un musical degno della tradizione del West End, ballerini e cantanti di altissimo livello ed uno show di contorsionisti da rimanere basiti.Uno splendido spettacolo circense ha concluso l'opening del teatro, ottimo veicolo promozionale per accattivare lo spettatore.
Ventura: 114.000 tonnellate la stazza lorda per 290 metri.
Un equipaggio di 1258 persone e più di tremila ospiti attesi per una crociera da sogno.
Gli arredi interni sobri ed eleganti, nell'ottica di un lusso evidente sì, ma mai sfacciato.
Da segnalare gli arredi del ristorante orientale: magnifico, caratterizzato da un impianto luci che mi ricorda molto Hakassan a Londra, soft, intrigante. Credo ci sia la mano di VITRANI (www.vitrani.it). Meno abbagliata invece dai Pub, piuttosto banalotti e troppo monotoni nel susseguirsi di poltroncine dai colori della terra, nell'insieme un feeling di omogeneità. Beati gli ospiti di Ventura....
Piacevoli, deliziose sorprese. Al lavoro, una cliente mi consiglia di leggere “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery. Mi dice: “Ti ho pensata leggendolo”. Incuriosita, l’ho acquistato e lo sto gustando, pagina per pagina, rispecchiandomi in effetti, più che nelle protagoniste, nell’aria che vi si respira.
Facile parlare di globalizzazione. Semplicistico. Mangio io al Mc Donald come qualunque mia coetanea nel mondo cocacolizzato, vesto io da Zara come qualunque mia coetanea incappata nella brand awareness. La scrittrice è francese, ha qualche anno più di me, ma evidentemente abbiamo condiviso letture, musica, cinema. Io qui, lei là.La cliente di cui prima non poteva intuire però la mia commozione quando, in un capitolo dal titolo “Ottobre Rosso”, oltre a farmi automaticamente riassaporare la fine degli anni '80 -quando ero poco più che adolescente (che te possino!!!!!)- mi ritrovo citati Vladimir Propp e Greimas. Beh, la mia tesi di laurea nel lontano 1997 partiva proprio da questi autori. Insomma: grazie, Roberta.
Mi hai fatto proprio un grande dono.
In fondo sei Scorpioncina pure tu.
Certe cose si sentono a pelle.
Un applauso a Ridley Scott. Finalmente libera da costanti ricadute d'influenze varie, trovo il tempo per godermi "i nuovi gladiatori del crimine organizzato". Denzel Washington si prende e vola in Vietnam a comprare quintalate di eroina purissima e sconvolge le regole del mercato dello spaccio, irritando leggermente i nervi ai mafiosi italo americani ed a quei rari poliziotti della narcotici non corrotti. E lui, Russell Crowe, lo pedina, lo avvicina, lo arresta e poi....finale magistrale. Tutto il film è straordinariamente avvincente. I personaggi non sono patinati alla Miami Vice, sono veri, profondi, spietati e fragili allo stesso tempo, umani. Il bene e il male, per una volta non tutti da una parte o dall'altra, ma in ciascuna delle due. Un ritratto autentico, drammatico. Dopo Blade Runner, a mio avviso, questo è il film di Scott che preferisco.
A tutti i miei amici che a buon diritto tuonano contro l’amministrazione Bush -ma non hanno prestato servizio militare-.
A quelli che con spavalderia sottolineano quanto una divisa non faccia un uomo e che una divisa macchiata di sangue e meta anfetamina sia più deprecabile di un week end fra parassiti incongruenti in veste launge- aperitivo politically correct, consiglio la visione di "NELLA VALLE DI ELAH".
Insolito, non scontato, realistico, raggelante.
L’America mangia la propria merda e ti offre di condividerne il puzzo cosicché ai pacifisti risulti più semplice puntare il dito contro stelle e strisce. Se non dividi il mondo fra buoni e cattivi, come cacchio fai a svegliarti la mattina sereno di stare dalla parte giusta?
E’ la storia di un padre, come troppi, che vede nel figlio solo ciò che desidera vedere, nel timore profondo di inorridire di fronte al marciume che può scaturire dalla paura.
Sullo sfondo la missione in Iraq, ma non è solo un film di guerra, anzi, non lo è affatto.
In primo piano un giallo intricato, un omicidio, ma non direi solo un poliziesco in ambiente militare.
E’ un film sulla natura dell’uomo ed un’analisi magistrale su che cosa sia ed a cosa conduca il sentimento della paura.
REGIA di Paul Haggis con Tommy Lee Jones, Susan Sarandon e Charlize Theron.
MAGISTRALE
Finalmente un week end di stimolo intellettuale. Grazie ad Alberto Princis. La Festa della Cultura DIS _ ORIENTI mi si addice molto. Non solo perché sono dis _ orientata -e questo è un fatto - ma perché affronta tematiche che sento davvero vicine. Ieri grossa delusione. La presentazione del libro “Vicini da Morire” di Pino Corrias sulla strage di Erba. Oggi grande emozione. La conversazione tra Luigi Perissinotto (docente di Filosofia del Linguaggio all’Università di Venezia) e Silvio Cumpeta, (filosofo e poeta, oltre che storico e narratore) dal titolo: “Perché orientarsi”? La ragione per cui ho seguito rapita la loro conversazione è duplice. Da un lato perché Perissinotto è uno dei massimi studiosi di Wittgenstein e io con Wittgenstein ho litigato parecchio ai tempi dell’Università. Per modo di dire …. Insomma: un mattone. Non ho superato al primo colpo l’esame di semantica centrato sul suo fucking “Tractatus“. Anzi, se non ricordo male, credo di averlo tentato due volte. Mi stroncavano sempre. Vi sfido a leggerlo. Dall'altro lato perché mi sono davvero divertita ad ascoltare l’intervento di Perissinotto alla presentazione di Corrias. Il titolo del suo libro “Vicini da morire“, almeno in me, aveva generato curiosità e grandi aspettative e pensavo l’autore affrontasse il tema della strage di Erba da un punto di vista più psicologico e sociologico che cronachistico - investigativo. Inotre, e non me ne voglia Tonino Barba, ma la sua introduzione era piuttosto noiosetta. Ad un cero punto, quando si discuteva il perché e il per come dell’efferato pluri omicidio dei coniugi, Perissinotto interviene e, fra le altre cose, chiede: “ Ma perché occuparsene?”. Un minuto di gelo. Sì, perché la domanda sembra proprio voler distruggere il giornalista ed il suo minuzioso lavoro. In realtà, al di là dell’ovvia provocazione (almeno questa è la mia lettura), immagino Perissinotto si riferisse al fatto che dovrebbe occuparsene la magistratura . Ho detto: “Questo è un gran figo!”. Ed oggi infatti non mi ha deluso. Per quanto l’approccio all’orientamento (la filosofia vista come capacità di orientamento) di Perissinotto e quello di Cumpeta fossero davvero diversi ed egualmente dis_orientanti, ho sentito bollire il sangue. Fa bene svitare la ratio, dormienti come siamo. Grazie Alberto.
Aperitivo domenicale al Golf Club di Capriva con un mio adorabile compagno di merende, Luca, che quando ci vediamo (per fortuna circa una volta all'anno) finisce molto male. Povero fegato......
Quelli bravi, invece, che si svegliano la mattina presto e vanno a dormire presto perchè il giorno dopo, loro, giocano, se ne stanno fra i vigneti. In effetti è difficile biasimarli: il Collio goriziano tinto dai colori caldi dell'autunno è assolutamente splendido. Resta il fatto che io preferisco di gran lunga la barriera corallina del Mar Rosso. Ubi maior, minor cessat.
on L'eleganza del riccio