L'eleganza del riccio
Piacevoli, deliziose sorprese. Al lavoro, una cliente mi consiglia di leggere “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery. Mi dice: “Ti ho pensata leggendolo”. Incuriosita, l’ho acquistato e lo sto gustando, pagina per pagina, rispecchiandomi in effetti, più che nelle protagoniste, nell’aria che vi si respira.
Facile parlare di globalizzazione. Semplicistico. Mangio io al Mc Donald come qualunque mia coetanea nel mondo cocacolizzato, vesto io da Zara come qualunque mia coetanea incappata nella brand awareness. La scrittrice è francese, ha qualche anno più di me, ma evidentemente abbiamo condiviso letture, musica, cinema. Io qui, lei là.La cliente di cui prima non poteva intuire però la mia commozione quando, in un capitolo dal titolo “Ottobre Rosso”, oltre a farmi automaticamente riassaporare la fine degli anni '80 -quando ero poco più che adolescente (che te possino!!!!!)- mi ritrovo citati Vladimir Propp e Greimas. Beh, la mia tesi di laurea nel lontano 1997 partiva proprio da questi autori. Insomma: grazie, Roberta.
Mi hai fatto proprio un grande dono.
In fondo sei Scorpioncina pure tu.
Certe cose si sentono a pelle.
Comments